Nel cuore della provincia di Pavia si estende un territorio straordinariamente vario, dove la natura e la cultura si fondono in un equilibrio perfetto. La Lomellina, il Pavese e l’Oltrepò Pavese rappresentano tre identità distinte ma profondamente unite da una stessa tradizione rurale, da un sapere antico e da un amore condiviso per la terra.
La Lomellina è la pianura d’acqua e di luce: risaie che brillano come specchi nei mesi primaverili, cascine secolari e filari che si perdono all’orizzonte. È una terra di lavoro e di pazienza, dove la coltivazione segue ancora il ritmo delle stagioni.
Il Pavese, attraversato dai grandi fiumi Ticino e Po, custodisce un paesaggio agricolo fertile e generoso. Qui la campagna si apre tra piccoli borghi, abbazie e cascine storiche, ricordando la lunga tradizione agricola che ha reso questa zona un punto di riferimento per la produzione di qualità.
Infine, l’Oltrepò Pavese, con le sue dolci colline vitate, è il cuore pulsante della viticoltura lombarda. I suoli argillosi e calcarei, il clima temperato e la sapienza tramandata di generazione in generazione danno vita a vini di carattere, capaci di esprimere l’identità autentica di questa terra.

L’Oltrepò Pavese è la parte meridionale della provincia, con una superficie di circa 1.100 km². I principali centri abitati — Voghera, Casteggio, Broni e Stradella — sorgono lungo l’antica via Romea (poi Padana Inferiore), a nord della zona collinare. Un paesaggio punteggiato da ridenti borghi offre ai visitatori un patrimonio artistico di grande valore, nella più estesa area vitata lombarda.
In effetti, l’Oltrepò Pavese, la cui forma è proprio quella di un grappolo d’uva, con i suoi 13.000 ettari coltivati a vigneto, è la terza zona vitata a livello nazionale ed è attraversato dal famoso 45° parallelo, il “parallelo del vino”, che percorre le zone più vocate per la viticoltura, come la regione di Bordeaux e il Piemonte.
La presenza della vite sulle nostre colline risale ad epoche antichissime: presso il museo di Casteggio è conservato un tralcio di vite fossile risalente ai tempi preistorici.
L’Oltrepò Pavese vitivinicolo attuale trova le sue radici nel secolo scorso. Nel 1884 la nostra zona vantava ben 225 vitigni autoctoni, contro la dozzina attualmente coltivata, anche se non mancano produttori che hanno preservato uve antiche come la Moradella e l’Uva di Mornico. Nel corso dei decenni la vite ha mantenuto il ruolo di coltura principale e già dai primi anni del XX secolo sono stati introdotti i criteri del vigneto specializzato, della razionalizzazione degli impianti e dei cloni, ricercando una produzione di qualità che viene sempre più riconosciuta a livello internazionale.

Mornico Losana è un piccolo borgo situato tra le dolci colline dell’Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia. Il paese, di origini antiche, è circondato da vigneti che producono alcuni dei vini più rinomati della zona, come il Pinot Nero e la Bonarda.
Il centro storico conserva un’atmosfera autentica, con strette vie acciottolate e scorci panoramici che si aprono sulla valle.
Simbolo del paese è il castello medievale, costruito nel XIII secolo e ancora oggi ben visibile, che testimonia l’importanza storica del borgo nel controllo del territorio.
Mornico Losana è un luogo ideale per chi cerca tranquillità, natura e tradizioni enogastronomiche tipiche dell’Oltrepò.
Le nostre vigne crescono sul 45º parallelo nord, a metà strada tra Equatore e Polo Nord, dove il clima, l’esposizione e il terreno regalano sole e condizioni ideali per uve pregiate.
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, la tradizione vitivinicola incontra la passione per la terra: ogni bottiglia racconta il sapore del territorio, la magia di un luogo unico e il fascino del 45º parallelo, dove natura e uomo lavorano in perfetto equilibrio.
